Papaveri nel grano

Papaveri nel Grano è una Casa dei Bambini aperta a Bovisio Masciago nel 2022. Ospita fino a un massimo di 20 bambini dai 3 ai 6 anni, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 16.00 (con possibilità di pre e post scuola), ed è convenzionata con l’Opera Nazionale Montessori.

Il Metodo Montessori è un approccio educativo sviluppato da Maria Montessori (1870 -1952), che aprì la prima Casa dei Bambini a Roma nel 1906, per poi proseguire la sua opera in Italia e a livello internazionale. Il metodo vuole essere un vero e proprio aiuto alla vita che si curi del bambino dalla nascita alla maggiore età, e che gli consenta il pieno sviluppo secondo le sue capacità naturali e seguendo i suoi ritmi biologici. La pedagogia montessoriana si basa sul principio per cui sia il bambino stesso a guidare la propria crescita, supportato da un ambiente debitamente preparato, da materiali sensoriali e scientifici adeguati e da un maestro formato. L’adulto assume così il ruolo di osservatore e di preparatore degli spazi e dei materiali, al servizio del bambino: è lui il vero Maestro che attraverso l’attuazione della libera scelta, la ripetizione del lavoro e l’autocorrezione, raggiunge così l’indipendenza e la piena autonomia.

La Casa dei Bambini vuole essere quindi un luogo in cui il bambino si senta accolto e valorizzato nella sua unicità, e dove possa essere supportato a diventare l’Uomo che sarà, grazie all’ambiente studiato e alle insegnanti formate direttamente dall’Opera Nazionale Montessori.

La nostra proposta

Il curricolo della “Casa dei bambini”

È un tutto completo ed è tutta la persona del bambino che lo compie. Egli decide di fare qualcosa, si propone di farlo. Sa come fare, ricorda come si fa per riuscire bene, agisce in conseguenza, con ordine sino alla fine. Perseverare sino alla fine, anche in piccole azioni, è ottima cosa.”
Anna Maria Maccheroni, Vita dell’infanzia

Il bambino è spinto da una forza vitale verso la propria indipendenza e verso il proprio sviluppo personale; questo avviene attraverso il movimento della mano che agendo sull’ambiente traduce in azioni le informazioni raccolte. Per questo hanno grande rilevanza le attività di vita pratica, ovvero tutte le attività legate al quotidiano, che si possano ripetere in autonomia e con un ordine sequenziale chiaro e definito, che aiutino il bambino ad organizzarsi internamente.
Per svolgere queste attività, è necessario un ambiente a misura di bambino, con oggetti curati e fragili, che permettano al bambino di sviluppare la motricità fine e grossa, di misurare la propria forza e l’attenzione a ciò che si può rompere e a coordinare i propri movimenti nello spazio e in relazione agli altri.
Alcuni esempi di attività sono i travasi con diversi materiali e strumenti, i lavaggi (bambola, tavolo..), cura di sé e dell’ambiente.

“… La mente umana per sua natura non ha soltanto la proprietà dell’immaginazione, che permette di realizzare ciò che non si vede direttamente, ma ha pure la proprietà di fare delle sintesi: di estrarre, diciamo, un “alfabeto delle cose” che si incontrano senza numero nell’ambiente stesso.”
Maria Montessori, La mente del bambino

Già dagli albori della psicologia sperimentale, venivano analizzati gli strumenti di misura per la gradazione degli stimoli. Il materiale Montessori prende avvio dallo studio di quegli strumenti, e viene scientificamente perfezionato, in modo da essere utile al bambino per l’assorbimento delle percezioni sensoriali, spaziali e matematiche e la successiva astrazione.
Gli scopi dell’educazione sensoriale sono principalmente due: aiutare il naturale sviluppo del bambino e prepararlo alla decodificazione dell’ambiente (capacità di distinzione, discriminazione, confronto, misura, classificazione, seriazione, generalizzazione).
Le macro aree di interesse sono quelle sensoriali e le conseguenti distinguo: dimensioni, forme, colori per il senso visivo; rumori e suoni per il senso uditivo; barico, termico, stereognostico per il senso tattile; esperienze sensoriali per i sensi gustativo e olfattivo.

“È necessario riflettere per ben comprendere che il linguaggio è di tale importanza per la vita sociale che potremmo considerarlo la base di essa. È esso che permette agli uomini di unirsi in gruppi in nazioni. Il linguaggio determina quella trasformazione dell’ambiente che noi chiamiamo civilizzazione.”
Maria Montessori, La mente del bambino

Maria Montessori analizza scientificamente lo sviluppo umano del linguaggio e afferma che esso è una predisposizione innata del bambino, e che non dipende solo dal funzionamento degli organi uditivi e fonatori, ma è una predisposizione psichica interna, sulla quale si andranno, man mano, a depositare tutte le informazioni che l’individuo assorbe dal suo ambiente attraverso il lavoro della mano. Tutti gli esseri umani hanno questa predisposizione che si sviluppa in un certo periodo della vita che viene chiamato periodo sensitivo.
Il periodo sensitivo del linguaggio va da zero a tre anni: durante questo periodo il bambino costruisce il linguaggio dentro di sé attraverso la mente assorbente. Dai tre ai sei anni il bambino farà ordine e perfezionerà la sintassi grammaticale e tutto ciò che ha assorbito durante il cosiddetto bagno linguistico in cui è stato immerso fino ad allora. Dunque, il linguaggio è il risultato non di un apprendimento, bensì di un lungo lavorio psichico che si compie nel profondo dell’inconscio, a partire da strutture mentali innate capaci di predisporre le basi per tale opera. Il bambino crea propriamente il linguaggio.
Nello specifico alla Casa dei Bambini, vengono utilizzati strumenti quali nomenclature, giochi linguistici alla scoperta delle funzioni grammaticali di base, l’esercizio della gesto grafico, l’approccio alla lettura.

“… L’insegnamento dell’aritmetica dovrebbe essere completamente trasformato, muovendo da una preparazione sensitiva della mente, basata su una conoscenza concreta.”
Maria Montessori, La scoperta del bambino

Secondo Montessori il bambino nasce con una mente matematica, cioè con la capacità di formulare pensieri e astrazioni. Tuttavia l’apprendimento della matematica, a differenza di quello del linguaggio, non è spontaneo in quanto “gli oggetti matematici non sono sparsi nell’ambiente come gli alberi, i fiori e gli animali. Mancano così le occasioni per sviluppare spontaneamente la mente matematica nell’età infantile, il che determina un ostacolo al successivo sviluppo mentale”. Per questo “… è necessario che la scuola ricorra a metodi speciali per insegnarla, e che ne renda gli elementi chiari e comprensibili presentandoli in forma concreta” .
Il fine dell’educazione matematica è quindi di affinare i processi mentali, di costruire il ragionamento, di potenziare le strutture psicologiche del pensiero del bambino attraverso i materiali della matematica. Questi hanno la funzione di allenare la mente a pensare e a comprendere i procedimenti del pensiero, partendo dall’esperienza concreta. Nello studio matematico, il processo è sempre dal macro al micro per poi tornare al macro cosmico.

Nello specifico, il materiale matematico presenta caratteristiche definite:
– È scientifico
– Rispetta i ritmi individuali dell’apprendimento del bambino
– Attrae l’attenzione
– È facilitatore in quanto guida l’attività affrontando una difficoltà alla volta

“Ognuno, nella vita, ha una funzione che non sa d’avere e che è in rapporto col bene degli altri. Lo scopo dell’individuo non è di vivere meglio, ma di sviluppare certe circostanze che sono utili per altri. La grande legge che regola la vita nel cosmo è quella della collaborazione tra tutti gli esseri. Approfondire lo studio di questa legge significa lavorare per il trionfo della unione fra i vari popoli, e quindi, per il trionfo della civiltà umana.”
Maria Montessori, Educazione e pace

L’educazione cosmica è la risposta che Maria Montessori offre alle esigenze del bambino sul piano di connessione al mondo, e viene particolarmente approfondita durante il suo esilio in India e l’incontro con personalità come Gandhi, Tagore e l’influenza dell’antica tradizione spirituale asiatica.
Secondo gli approfondimenti della scienziata, il mondo e l’universo, sono disciplinati da un grande ordine, nel quale ogni elemento ricopre una determinata funzione cosmica; in una visione globale che permette di scoprire l’intero panorama, tutti gli elementi sono interconnessi tra di loro e sono investiti di una missione, conscia o inconscia, indispensabile per mantenere l’ordine e l’armonia.
Il progetto di Maria Montessori si articola su tre livelli interconnessi:
– il piano cosmico, l’ordine reale in cui coesistiamo;
– la visione cosmica, la modalità con cui conosciamo la realtà;
– la missione cosmica, ovvero la possibilità che abbiamo di agire in questo ordine.

«L’armonia della natura sulla superficie della terra è raggiunta con lo scopo dei viventi, che eseguiscono ciascuno il proprio compito. I comportamenti corrispondono anche a questo scopo: essi, dunque, sono estesi al di là dei puri bisogni vitali della specie.» da La mente del bambino, Montessori.

Si pone quindi come necessario cogliere il modo per insegnare a ognuno ad amarsi e a identificarsi come parte integrante del “tutto”, e a contribuire attivamente alla costruzione di una società libera che abbracci gli ideali di pace e fratellanza. In questa prospettiva le discipline di storia, geografia, arte, botanica e zoologia incarnano un prezioso aiuto alla vita: sono esperienze che collegano l’uomo alla natura, l’uomo al cosmo, in un’unica grande totalità.
Nella Casa dei Bambini vengono approfonditi con l’esperienza i concetti di tempo e spazio nelle sue declinazioni personale, sociale, storico e naturale; inoltre viene proposto un linguaggio scientifico e le nomenclature relative, utili per astrarre e decifrare le esperienze dirette.

L’arte è l’area è la più trasversale perché́ consente non solo infinite occasioni di crescita emotiva, ma anche pretesti per introdurre concetti di tutte le discipline.
L’arte, in tutte le sue forme, visive, musica, teatro, danza, coinvolge infatti tutti i sensi del bambino e ne rafforza le competenze cognitive, socio-emozionali e multisensoriali. Durante la crescita dell’individuo, essa continua a influenzare lo sviluppo del cervello, le abilità, la creatività e l’autostima, favorisce inoltre l’interazione con il mondo esterno e fornisce tutta una serie di abilità che agevolano l’espressione di sé e la comunicazione.
Il “fare arte” rappresenta la manifestazione esterna del pensiero. In questa concezione, l’esperienza manipolativo-sensoriale, tipica della produzione artistica, assume un ruolo centrale in chiave evolutiva e la mano può essere considerata una sorta di “protesi” della mente. L’attività artistica è una forma di ragionamento, inscindibilmente connessa con il pensiero.

Gli spazi

La Casa dei Bambini “Papaveri nel Grano” è un servizio della Cooperativa La Grande Casa: dopo esperienza ventennale nel settore, la Scuola apre presso l’edificio che già ospita Primopiano con il sostegno del Comune di Bovisio Masciago, presso la Palazzina Ercole Radice in Piazza San Martino 7.

Primopiano è un progetto che racchiude diverse attività sociali, formative ed educative; oltre alla scuola dell’infanzia Montessori Papaveri nel grano, ospita: la redazione di Radio Emotions, l’informagiovani cittadino Bovisio Masciago Young, i percorsi di accompagnamento scolastico di Centro Up.È inoltre sede dell’associazione Il Baule Verde e dell’associazione Machetu. È gestito dalle cooperative La Grande Casa, Il Torpedone, Diapason. La palazzina ospita inoltre il LAV – Laboratorio Arti Visive, centro diurno sperimentale per disabilità adulta.
Il cortile annesso alla struttura è uno spazio educativo in condivisione e a parziale utilizzo della scuola, in quando crediamo sia fondamentale per i bambini il contatto con la natura e l’esperienza diretta all’aria aperta. Dall’ingresso sono raggiungibili, anche con l’ascensore, le aule della Scuola: consistono in un grande corridoio e due stanze, posti al primo piano della palazzina. Gli ambienti interni sono progettati e arredati per favorire la libera iniziativa del bambino: tutto è a sua misura e garantisce la piena autonomia e indipendenza, sin dalla zona di accoglienza e di cambio che ospita gli armadietti personali.

Seguendo le parole di Maria Montessori:
“La “Casa dei Bambini” è l’ambiente offerto al bambino, capace di dargli i mezzi per sviluppare le attività. […] Dovrebbe essere una vera casa; un insieme di stanze con un giardino, di cui i bambini fossero padroni”
E ancora
“Scoprimmo che l’educazione non è ciò che il maestro dà, ma un processo naturale che si svolge spontaneamente nell’individuo umano, che essa non si acquisisce ascoltando delle parole, ma per virtù di esperienze effettuate nell’ambiente. Il compito del maestro non è quello di parlare, ma di preparare e disporre una serie di motivi di attività culturale in un ambiente appositamente preparato” M. Montessori, La Mente del Bambino

L’ambiente, che assume un valore pedagogico in quanto vero e proprio Maestro per il bambino, viene quindi preparato e curato in ogni dettaglio, seguendo precise indicazioni: proporzionato alle forze del bambino, a sua misura, curato e attraente, così che possa essere da tramite attivo tra l’esperienza e il bambino stesso. Le stanze si presentano chiare e luminose, con piante e ornamenti tali da far sentire “a casa” il bambino, accoglierlo e guidarlo nel suo percorso di crescita. Sono pensati angoli tematici chiaramente riconoscibili, in modo che il bambino venga guidato nell’esperienza di scelta del materiale: una parte dedicata alla vita pratica e alle esperienze artistiche e di educazione cosmica, di amore verso il mondo. Un’altra stanza dedicata al materiale scientifico e sensoriale, all’area matematica e linguistica, dove il bambino possa approfondire tramite l’esperienza diretta, la sua formazione di uomo del domani.
È importante ricordare che il Metodo Montessori si occupa del percorso di crescita del bambino nella sua totalità, e per questo sono pensati momenti di racconto del quotidiano, di lettura e di scambio, ma anche di gioco libero e di gioco motorio, perché il corpo non è mai considerato scisso dalla mente ma ne è parte integrante, e come essa va custodito e ingaggiato nel processo formativo.
I bagni a misura di bambino stimolano senso di cura di sé e di autonomia, assieme all’attività di apparecchiatura e di servizio al tavolo durante il pasto, che rientrano nelle attività prosociali e di responsabilizzazione.
Hanno spazio anche momenti di riposo per i bambini che lo necessitino, a prescindere dall’età anagrafica, e momenti di festa come nel Rito del Sole, nel quale il bambino è protagonista del trascorrere del tempo fino al compimento del suo compleanno.